Come gazzelle

Art@ Federica Nightingale

Era quella l’estate

a legarmi

Le gambe la vita intera

Un mostro idrovora

Dai fiori in grembo

Un assillo di rame

Ottone scurito

Un bottone staccato

Dal bavero del petto

Immagino sempre remote

Le corse verso

Apparenti ritorni

O repentini orizzonti

Nati morti come gazzelle sbranate

Oltremodo mi appare sciocco

Rintanarsi

Fra le braccia pesanti del giorno

Come fosse possibile dimenticare

Una poesia detta a memoria

Un lampo stride come ghiaccio

L’estate mi morde le caviglie

e il sole appanna la dispensa

Mentre si calmano i leoni

In cucina e oltremare

Nei pozzi e nelle prigioni

Ho fame ma non mangio

I passeri saltano sul mio

Davanzale di briciole

 

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