Mi hanno detto che non sono nessuno

EnricoCaccialanza

art@ Enrico Caccialanza

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Mi hanno detto che non sono nessuno

e che non valgo niente

nemmeno quel tanto che basta per crederci

Mi hanno detto che non farò mai nulla

e che non avrò mai reti colme di pesci da issare

nemmeno quel tanto che basta per sopravvivere

Ho pianto di rabbia

Con le dita dolenti e gli occhi

in fiamme ho ripercorso le strenuità

del mio destino percuotendomi con cilici

e ho inteso una flebile voce trovarsi

contraria

ma piano piano parlava

come brezza nell’erba

e come tormenta di un blizzard notturno

s’inchiodava nel gelo del nulla

Mi hanno detto che la mia occasione

era fortuna di principiante

che non aveva mezzo né forma né sostanza

Ho pestato piedi e pugni

Il gomito duro nello stomaco come una percossa

Ma piano piano una voce remava contro

E diceva che il sole sorge e la luna cala

Ogni giorno

Che il tempo frutta nella perseveranza laboriosa

Nell’intento puro di un tentato sforzo

Nelle logiche presenti in attimi sfruttati

E aperti come melograni

Piano piano ho inteso la voce crescere

in grande luce e andare nelle viscere

pressando il vessare dei triboli

che miei erano e sarebbero stati

ma senza giogo di scherno alcuno

Non v’era parvenza di fiducia e ciò m’asserviva

al dolore

proprio quando in ogni piccola parte di me s’era

espresso il vero desiderio di essere

Allora pensando ai millenari

atavici cerchi d’un eterno ritorno

rilessi le volte che ancora

avrei dovuto spremere lacrime per ciò che ero

per ciò che non riuscivo ad essere

per le volte infinite che pregando avevo domandato

per quelle in cui avevo sofferto e amato

nessuno era chi diceva che non ero nessuno

nessuno era chi non mi aveva conosciuta prima

in vite circolari e remote

nessuno era morto con chi decideva che io lo fossi

La vita era forte in me quanto l’anima antica

le gighe dei passi falsi inasprite dal torto

si levavano ardite

Ero ancora sul podio dei primi senza essere prima

ma sapevo che un giorno avrei alzato la coppa dal centro

e nessuno

nessuno avrebbe mai potuto fermarmi

Piano piano s’era spenta la voce

Ora i gatti s’azzuffavano per strada

ma io sapevo il vero

Di nuovo

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